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il giogo

 

Un’amica di G., confidandosi con lei sul fatto di come il rispettivo compagno l'assillasse da tempo con l’idea di farsi imporre una cintura di castità che ne inibisse le pulsioni erettili, venne a sapere che lei stessa ne aveva fatto a propria volta da tempo un saldissimo baluardo entro il quale rinchiudere ogni velleità del proprio compagno a seguito di un di lui tradimento.

Questa rivelazione, oltre a lasciarla stupita, la incuriosì molto, fecendola propendere verso un ulteriore approfondimento che potesse illuminarla ancor meglio su quanto in seguito a tutto ciò ne fosse derivato.

Venne così a scoprire quanto risultasse davvero molto eccitante, oltre al detenere in maniera integrale le di lui funzioni erotiche, anche quello di poter essere invece lei del tutto libera di appagare le proprie a piacere, e con chiunque avesse desiderato confrontarsi.

Convincendo l’amica nel mettere alla prova il compagno, assoggettandolo al giogo che gli sarebbe stato imposto, ed aggiungendo che una tale apposizione doveva risultare esemplare, allo scopo le organizzò uno specifico convegno nel quale, assieme ad un’altra amica, lo avrebbero umiliato per bene.

L’uomo, nonostante stesse per concretizzarsi quella sua morbosa fantasia, si presentò all’incontro palesemente turbato, soprattutto nel prendere atto delle ulteriori presenze femminili, che senza molti convenevoli, gli intimarono di denudarsi immediatamente davanti a loro.

Assecondandole subito, prendendo atto di una così perentoria determinazione, eseguì quanto gli era stato ordinato, esponendosi in maniera integrale alla vista delle donne le quali, ponendo subito la loro attenzione sugli organi genitali,  se ne impossessarono iniziando a tastarlo accuratamente saggiandone la consistenza.

Ammonendolo che in caso di erezione sarebbe stato severamente punito con scudisciate che ne avrebbero frantumato  ogni ulteriore velleità, gli apposero un guinzaglio attorno al collo conducendolo nella stanza da bagno nella quale provvidero a depilarlo integralmente prima di ricondurlo nel locale adiacente dove, molto soddisfatte del loro operato, lo marchiarono su una coscia con il simbolo che ne avrebbe evidenziato, sancendola, la completa  sottomissione al genere femminile, quindi gli imprigionarono il pene nell’involucro che ne avrebbe occultato la genetica mascolinità.

Consegnando le chiavi di quella forzata prigionia all’amica lo congedarono proclamandone la dipendenza totale dovuta alla rispettiva compagna, e con essa, invece per lei, la possibilità di godere indistintamente, ed in qualsiasi forma avesse desiderato farlo, anche con altri uomini, senza che egli potesse in alcun modo avere a che dire per ciò, o risentirsene, e nemmeno provare ad impedire che le fasi evolutive avessero ulteriore decorso.


gloria1951 13 giorni fa 2 101
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  •  gloria1951: 
     
    anche a questo servono le amiche....
     
     10 giorni fa 
    0 punti
     
  •  nutronu: 
     
    Bellissima fantasia, ricalca in toto il mio desiderio dell'imposizione della cb6000.da parte della mia compagna con l'aiuto di amiche più esperte e determinate...
     
     11 giorni fa 
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gloria1951
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12.09.2018 (13 giorni fa)
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