Visualizzazione Post

Procastinando ...

Procastinando lavori più importanti ma (maledettamente) noiosi riflettevo sul S/M e derivati. Chi è nell'ambiente dai tempi di Noè come il sottoscritto, chi è cresciuto con le copie di Club imboscate tra le altre riviste "zozze" (perché è normale che i genitori ti scoprono la collezione di Playboy ma meno normale se ti beccano un rotocalco di fruste e corde, mistress che torturano inermi cazzi, master che arrossano mappamondi in fiamme), fermoposta estenuanti e inserzioni farlocche sa come sono cambiati i tempi con l'avvento dei cellulari prima e di internet poi per approdare all'attuale situazione FB in cui il S/M (o meglio la sua rappresentazione) è diventato così comune da surclassare pure i gruppi di acquisto a chilometro zero e quelli dedicati alla cucina macrobiotica.

Noi siamo cresciuti con parole e fotografie, disegni e racconti.

Selezionati da un Editore che per noi e nostro conto si sciroppava mareate di immagini e righe e sceglieva, mese dopo mese, cosa faceva parte della linea editoriale e cosa no, cosa era S/M e cosa no, cosa nel sadomaso si poteva far vedere e cosa no. Cosa, in poche parole, pubblicare e darci in pasto e cosa no.

Si suppone che l'Editore e il Direttore Editoriale (tale Fulvio Brumatti, ... mi pare) sapessero del S/M qualcosa e, forse, qualcosa più di chi acquistava e leggeva (e/o in altro modo fruiva) della rivista.

Le parole, certo, i racconti, sicuramente, gli articoli sopra ogni dubbio ma, soprattutto, le immagini, le foto.

Le fotografie sono comunicazione. La comunicazione fotografica è terribilmente efficace. Unisce tre elementi fondamentali della nostra evoluzione genetica (e quindi della nostra attitudine a sopravvivere e quindi dei nostri istinti più elementari), nell'ordine: la percezione visiva ed estetica, l'azione di esseri umani (cosa fa il mio vicino è da sempre motivo d'interesse fondamentale per ogni essere umano, vitale) e la sessualità.

Quando si dice che un'immagine vale più di mille parole non si esagera, se poi l'immagine è di un essere umano le parole che sostituisce diventano duemila e se l'immagine è di un essere umano impegnato in attività che hanno a che vedere con la sessualità possiamo buttare nel cestino il Devoto-Oli, la Treccani e pure lo Zanichelli. Per non parlare dei vocabolari di lingue estere, francese, inglese, tedesco, giapponese e qualche dialetto swahili inclusi.

Le immagini, scoperta dell'acqua calda direte voi, sono le cose che più fermamente si saldano alla nostra debole e perversa psiche. Sono loro che ci danno la via, la chiave di lettura, la storia della storia.

Partiamo dal presupposto che mentre il mio cane è imparentato con i lupi noi siamo imparentati con le scimmie bonobo, notorie masturbatrici. Questo ci porta a due conseguenze sostanziali: la prima è che Belen Rodriguez è milionaria mentre una professoressa di fisica nucleare non se la passa male ma non si può permettere sicuramente lo stesso numero di scarpe griffate che la signorina tiene nei suoi sei-sette appartamenti in giro per il mondo. La seconda è che se voglio vendere (sia ad uomini sia a donne) devo piazzare in vetrina non l'orologio ma il lato B di della ragazza che l'ha indossato per fare pubblicità.

Sappiamo che non è vero, sappiamo che ci stanno prendendo per il culo mentre noi guardiamo un culo ma quel cazzo di orologio ci resterà in testa più e meglio di ogni altro visto in giro. La decisione finale sarà poi frutto di altre considerazioni ma lo metteremo comunque nel canestro dei valutabili, a prescindere, in ogni caso.

Così, procastinando lavori più seri vi chiedo: davvero sapete cos'è il bondage?

Cosa si vede del bondage in giro?

Foto di belle ragazze legate.

Tante, tantissime foto di belle ragazze legate.

E paginate sulle sensazioni che si provano nel legare e nell'essere legati.

Ma quelle passano in secondo piano, nel nostro cervello restano le immagini, la forza di una fanciulla nuda sospesa su un fiume non sta in quello che provava lei in quel momento ma in quello che proviamo noi nel guardarla e desiderare.

Diceva Hannibal Lecter ne "Il silenzio degli innocenti" ad una stupita (e anche un po' stupida) Clarence: desideri ciò che vedi.

Non ciò che leggi. Leggere è un vedere con gli occhi della fantasia. Vedere una cosa, direttamente, crea fantasie più vivide, più persistenti, più ossessionanti.

Procastinando lavori più seri sto quasi per convincermi di questo: il fetish è vedere, è desiderare guardando, è guardare per desiderare.

Niente, una riflessione buttata lì, procastinando lavori più seri ma più noiosi.

In attesa del prossimo bondage party e delle innumerevoli fotografie che ne verranno fuori.

Perché se vedere è desiderare, mostrare, ad oggi, è diventato essere, esistere.

Buone corde (e buoni scatti) a tutt*

Vado a lavorare davvero, ora.

 

[Foto di apertura dal box Cage Games - BentBox]

 

Blue_Deep 12.11.2018 0 127
Commenti
Ordina per: 
Per pagina:
 
  • Non sono ancora presenti commenti
Informazioni Post
Blue_Deep
一 縄 一流 Ichi nawa ichi ryu.
12.11.2018 (129 giorni fa)
Vota
1 votes
Azioni
Raccomanda
Categorie