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Meritata punizione

Sebbene fossi consapevole di ciò che mi attendeva nella casa di campagna, dove mi lasciai condurre seguendo l’anziano complice ed amico di giochi, ben determinato a farmi comprendere quanto sovente potessi risultare anche sin troppo capricciosa, egli stesso aveva deciso di arrogarsi il diritto di compiere quello che a suo dire avrebbe dovuto fare già da tempo il mio stesso compagno, e così, sostituendosi a lui, mi indusse molto severamente alla realtà.

 

Ricondotta in un'altra stanza adiacente alla prima, e distesa su di un letto con il vestito sollevato sopra alle reni, dopo avermi sfilato anche le mutandine, prese a fustigarmi sonoramente con uno scudiscio sui glutei così scoperti, obbligandomi ad implorare il perdono per quegli atteggiamenti di altezzoso distacco che in molti interpretavano come protervia supponenza nei loro confronti.

Subito dopo la punizione inflittami, e con i glutei ancora arrossati dalla cocente umiliazione appena impartita, anche il rendersi del tutto accessibile alle volontà ulteriori del mio severo aguzzino, desideroso di poter ulteriormente coronare il sogno che era sicuramente di tanti, divenne conseguenza quasi scontata facendomelo assecondare ben oltre ogni sottinteso volere.


Completamente denudata, ed appoggiata sul bordo del divano, prese a solleticarmi i glutei con alcuni ramoscelli di saggina alternando il leggero contatto epidermico con altre più sonore percosse sino a che gli confermai la mia assoluta disponibilità a che potesse disporre del mio corpo possedendolo ad ulteriore rivalsa di tutti coloro ai quali mi ero sempre negata.


Ricondotta in una stanza adiacente alla prima, e disposta nuovamente su di un letto piegata in avanti, ne attesi inerte le ulteriori attenzioni che non mi avrebbe fatto di certo mancare, ed alle quali non potevo ormai più sottrarmi, avvertendolo mentre si calava i pantaloni per apprestarsi a soddisfare l’esplicitata voglia di possedermi.

Senza opporre alcuna resistenza, e rimanendo in febbrile attesa che il suo membro venisse accostato alla mia dischiusa intimità, già turgidamente pronta ad essere violata, mi inarcai per riceverlo tutto, incitandolo io stessa a profanarmi ed a castigarmi come giustamente meritavo.


Fradicia di passione, facilitando l’integrale percorso all’interno di un corpo che in molti avevano reputato quale paradiso irraggiungibile, venni percossa da impetuosi colpi di maglio che in breve mi inondarono le viscere di un rapidissimo sfogo capace di condurmi ad orgasmo immediato quanto incredibilmente altrettanto repentino.

Gementi spasmi di intrattenuta passione sancirono quel subitaneo conflitto emotivo mentre, rovesciata su un fianco, con ancora dentro al corpo l’autore del materiale conflitto, andavo confermandogli, priva di reticenza, la mia disponibilità nel concedermi anche ad una ancor più esclusiva sodomia anale, offrendogli in dono anche l’altro ambitissimo orifizio.

 

 

gloria1951 04.02.2018 0 191
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