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La Cattedrale -I-

— Anno Domini 1525, Inghilterra

Lento è il passo di colui che, ammantato della notte stessa, percorre il cammino di solito riservato ai penitenti, a coloro che levano cori a Dio sotto lo sguardo severo dei Santi affacciati alle loro nicchie scavate nella pietra. Austere statue senza tempo di marmo quasi vivo che giudicano dall'alto i fedeli, come ad ammonirli prima che possano ricevere il Corpo di Cristo durante la celebrazione della Messa domenicale. 

Non puoi nasconderti a lungo, lui ti segue, ha mille occhi e orecchie al suo servizio e di certo questo luogo consacrato lo fermerà per poco. Lo senti? É l'odore del peccato. Il sangue che ti lasci dietro è una scia da cui non ti è permesso lavarti, Marcus, non più. Lo sapete entrambi e presto lui manderà le sue schiere a reclamare ciò che gli appartiene...

Lo straniero scuote la testa come a volersi scrollare di dosso quella vocina inquietante che lo perseguita da quando ha lasciato la Spagna, e per un attimo il grumo di pensieri si fa più piccolo, rintanandosi in un angolino della coscienza: la parte peggiore? Che nonostante lui la odi, ha dannatamente ragione. L'ansia si fa più pressante e gli opprime il petto mentre l'uomo misterioso si avvicina all'altare e si inginocchia, levandosi finalmente il cappello a tesa larga, le spalle curve e il capo chino, le labbra tremano appena e la mano destra stringe spasmodicamente le perline color carminio di un rosario consunto. Le iridi scure fissano l'oggetto quasi stranite prima che le palpebre calino a celarne l'atipico ardore.

"È tutto così... lontano..." sussurra l'uomo tra sè e sé, "Dio, aiuta questo randagio che si è perso. Aiutami. Aiutami... Questa è la Cattedrale dove m'hanno battezzato ed ora io la insudicio con la mia presenza, ma non chiedo assoluzione né perdono, soltanto una possibilità. Aiutami a ricordare..." gli occhi si spalancano all'improvviso, lucidi, e guardano dritti verso il crocifisso in bronzo che ascolta muto, "...Chi sono."

I capelli lunghi fino alle spalle sono crespi, inumiditi dall'uggia della sera, e alcune ciocche ribelli ricadono sul viso scarno su cui spicca la barba tipica di chi non ha avuto occasione di radersi per giorni. Un tempo questo viandante sperduto portava un nome di nobili origini e comandava uomini che non conoscevano la Paura, nè tanto meno la sconfitta, eppure adesso nessuno di loro sarebbe in grado di riconoscere il preclaro guerriero capace di tenere testa da solo a più di una dozzina di Mori, quel cavaliere nero così temuto e rispettato le cui doppie lame affondavano nelle tenere carni del nemico bramando rovina, lacerando tendini e muscoli, spezzando ossa e bevendo dolce nettare cremisi. Ogni volta vittoriose. Ogni volta più affamate. Il Destino molto spesso si esprime per mezzo di una sottile, amara ironia, dona per poi togliere senza preavviso, tanto quanto prima soffia vento in poppa e infine, volubile, abbandona invece la caravella con le sue vele flosce in alto mare, preda degli Abissi. James Bertrand Carroll ha vissuto molti anni nella convinzione di essere davvero l'Attila invincibile e imbattuto che tutti descrivevano, ma adesso il Fato ha deciso di riscuotere il credito di tale gloria e galoppa sibilando in sella ad un destriero dagli occhi di brace, nei panni di una Creatura disumana. 

La Geenna si spalanca sotto i tuoi piedi, Marcus, e le tue orecchie odono le urla disperate dei dannati. Hai mai pensato che esistono casi in cui il Diavolo, oltre alle pentole, fabbrica anche deliziosi, perfetti coperchi...?

_Azula_ 06.10.2018 0 47
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06.10.2018 (16 giorni fa)
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