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Jack/Joe/Lars

Da Nymph()maniacThe House That Jack Built, dalla ninfomane al serial killer di donne. Dal sesso alla morte. Ma non è così facile: è una riflessione sul punto di vista del dolore, sulla prospettiva. Lei, per il piacere e il godimento (non per le plaisir, ma per la jouissance) era disposta a sperimentare il dolore. A fare il dolore: suo e degli altri. Joe, Charlotte Gainsbourg, che a una proiezione ho visto vicina a me, nuda sotto un vestito di pelle, pelle a pelle, da confondermi, usa il dolore come strumento per interrogare il proprio piacere. Sembra masochista (per il tempo che il film le regala in quel ruolo), ma è una forma-corpo che sublima la differenza (la differance, come direbbe Derrida) tra i ruoli. Joe è l’isterica per eccellenza (si fa per l’uomo) e insieme l’anti-isterica (disfa l’uomo per sé). Jack fa una casa con il corpo delle donne (legno, terra, carne).

Mi piace l’idea di smontare completamente l’opinione pubblica su un film che sembra oltraggioso, ma invece (come sempre in Von Trier) è un omaggio, asservito, alla donna. Chi pensa a un Von Trier misogino, violento e violentatore delle sue donne (personaggi e attrici), chi facilmente gli attribuisce una funzione (peggio: una colpa) dominante, non conosce la verità del Padrone.

Il Padrone è Lars Von Trier: costruisce la narrazione della schiava nell’iperbole della sua sottomissione, soltanto perché sa (lui solo) che la schiava è il centro del suo racconto. E quindi la protagonista, la barra. La schiava è una barra: ecco perché gli uomini (normali) non riescono a essere padroni, terrorizzati che la barra della schiava (la sua funzione di mostrare il corpo e il modo di usarlo, e di costringere a chiedersi come usarlo) sia più dura della barra dell’uomo, che sarebbe il fallo, ma spesso è solo il cazzo.

Con Jack la donna viene uccisa, martirizzata, smembrata, fatta a pezzi (e feticci) nel racconto. Jack apre e sfalda la donna solo per dimostrare di non capirla, di esserne sotto, la barra. Il piede. 

Lars non ha mai amato così dolorosamente le sue donne. La casa di Jack è la casa dell’umiliazione dell’uomo, perché non ha trovato il posto per la donna: spostandola nel materiale ha ammesso di non capirne altro.

Jack è anche Dante, con il suo accappatoio rosso. E va all’inferno. E poi l’inferno non esiste, per dio.

l_insospettabile 07.03.2019 0 43
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07.03.2019 (15 giorni fa)
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