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Gabbia psicologica

Ho visto e-mail, e post scritti da schiave, o aspiranti tali.

Quasi sempre la loro richiesta è per un dominatore (padrone) esperto, con esperienza.

Richiesta giustificata poiché un esperto non fa errori, non tergiversa mai, sa cosa deve fare, (ha dei copioni in memoria) non è uno che pensa di essere, non inciampa in errori, indecisioni, incertezze o è inconcludente.

Vi sono però aspetti che occorre considerare.

 1) Un vero esperto (e non uno che millanta) di solito ha già il suo “da fare” nel senso che se è un uomo (o donna) esperto, o lo fa di mestiere, oppure ha già le sue amanti. Certo c'è anche chi non si ferma mai, ma ci sono dei limiti a tutto. Nessuno ha tempo libero infinito o capacità senza limiti.

Nessuno ha l'uccello insaziabile.

 2) Se si cerca un rapporto non interessato, magari con una relazione stabile o per lo meno duratura, è difficilissimo trovare un dominante esperto libero, e se lo è, è per pura casualità: come vincere un terno al lotto.

 3) Infine chi si cerca? Ossia la fantasia porta ad una figura ideale? Ma la realtà è sempre un po' meno “soddisfacente”. Magari il partner ideale ha le caratteristiche desiderate, ma è troppo grosso o troppo piccolo, ha i pene enorme a confronto della propria cavità della figa o viceversa, non vuole figli o li vuole, non è ricco o è ricco ed ha pretese, non è vegano oppure il vegano non va poiché non lo si è personalmente, va a caccia e personalmente siamo animalisti, magia le lumache che vorremmo salvare ecc...

Insomma c'è quasi sempre qualcosa che non va...

Quindi occorre un altro approccio.

1) Pressochè inutile cercare un esperto, se si vuole realizzare un rapporto che non sia solo “toccata e fuga”. Occorre solo capire se vi sono delle basi solide: capire se il soggetto che si incontra piace (nella generalità) sia una persona onesta,diremmo buona nel senso comune del termine, e questo è la garanzia che non ci faccia del male: può essere uomo o donna. Una persona non psicopatica che non tenda a sfruttare (anche economicamente) per il suo conto senza dare nulla o il meno possibile in cambio.

 2) Saper creare un rapporto confidenziale, leale, anche se vi sono difetti o punti deboli in entrambi. Quindi fondare un rapporto solidale, amorevole, senza che uno prevalga sull'altro con autorità se non nel gioco di sesso.

 3) A quel punto saper costruire con quello “che abbiamo” o che siamo. Costruire anche il rapporto intimo, e se sappiamo che vi è poca esperienza di entrambi o di uno dei due, si comincia col poco. Con un rapporto vanilla, e poi introducendo gradualmente le cose insolite, come un s/m soft,  e poi andare oltre, con tranquillità senza pretendere di fare tutto e subito. Condividendo desideri e i risultati dopo un rapporto, quando si è lucidi e non presi dall'impulso erotico (che potrebbe essere guastato).

 4) E' ovvio che se uno dei due o anche in entrambi si possono trovare difficoltà o qualcosa non funziona, o una aspettativa delusa.

 Allora si valuta l'opzione dell'interruzione definitiva, oppure dove è spesso possibile, si possono correggere gli errori. Sono errori emotivi? Sono errori di pratica? Sono errori di aspettative? Sono errori dovute a paure: di spaventare il compagno/a o di non osare cose possibili? Imbarazzi? O vi è una incompatibilità solo perché uno si aspetta dominazione (di un certo tipo) e “solo quella” e l'altro vuole qualcosa di più s/m o di diverso?

E su questo punto occorre la confidenza sincera, verbale, senza remore, con serenità, senza scontrarsi in inutili e dannose accuse: Tu non hai voluto fare quello o quell'altro” con tono perentorio, ma: “Come mai non hai voluto fare quello o quell'altro?” “ Perchè non ti piace?” “Perchè hai avuto paura della mia inesperienza?” “Perchè non ci siamo documentati sulla pratica?” Perchè ti dà angoscia?” “Ma forse potremmo fare qualcosa di più soft” “O farlo con altre modalità”...ecc...

Cercare il punto di incontro, accettare di andare un po' oltre, e o sapersi fermare un po' prima dei limiti di tolleranza del partner.

 Si può dire: “Non hai voluto poiché forse pensavi che..”. ma poi tranquillizzare, ammettere che forse non sei abbastanza esperto o simile... Insomma non dare per scontato la colpa al partner e nemmeno nascondere il problema o problemino, o arrendersi subito al primo insuccesso. Certo non si deve essere ossessivi, altrimenti una richiesta ossessiva finisce per “allarmare” il partner alimentandone la paura. Lasciare intendere che il suo ascolto è essenziale, come ascoltarlo, prendendone le considerazioni necessarie: che la cosa si può risolvere assieme, e capire il perché non è andata a buon fine, capire che si è magari si è un po' troppo pretenziosi, inesperti ecc... Insomma la discussione non deve mai diventare un “io” contro il “tu”, ma l'io ed il tu collaborativi. Il fine può anche essere solo il piacere, non importa, ma anche lasciare la porta aperta al sentimento amorevole, che è gratificante e anche tranquillizzante: è la premessa per la fusione emotiva dell'io con il tu.

 Quindi evviva i neofiti che possono esplorare sentieri forse trascurati dai più esperti magari solo perché non li hanno mai considerati.

Ma questa è una scelta coraggiosa, in particolare per i sub in quanto devono mettersi nelle mani di qualcuno che inizialmente non conoscono nell'intimo.

 Per questo serve una buona dose di istinto e di intuizione al di fuori dei “luoghi comuni”. E di questo ho fatto accenno nei post precedenti.

 Ci sono uomini da evitare e donne da evitare. I bordeline ci sono in entrambi i sessi, e sono dannosi. Vi sono donne avide che magari sono disponibili anche a fare le schiave con l'intento di diventare padrone psicologiche dei loro maschi dominati. Di farli sentire in colpa, se lo ritengono utile ai loro scopi, di usufruire del loro denaro, farsi anche sposare per usufruire degli alimenti ecc.

Vi sono uomini che vogliono distruggere psicologicamente donne per avidità di dominio...oppure sono psicologicamente infantili e vogliono la donna mamma per soddisfare sempre i loro capricci, o sono vampiri psicologici come certe donne ecc…

 Altre categoria di aspiranti schiave o schiavi, sono quelli che arrivano da delusioni, a volte anche da vedovanze.

 Il tentativo di riempire un “vuoto” apparentemente incolmabile, che non deriva direttamente da un tipo di rapporto s/m oppure anche s/m, per quanto felice o infelice, questo non è un parametro che viene di solito valutato con lucidità.

Il vero problema per il nuovo partner, sebbene spesso ciò sia procrastinato se non evitato in pratica, è il confronto inevitabile. Ossia: “LUI faceva così e tu non sei capace.” “Ma io sono ….. e tu?” Quasi certamente il “nuovo” è svilito da queste considerazioni, o lei si presenta come colei che ne ha vissute di tutte e ha quindi implicite “esigenze” sia se nel ruolo sado che maso.

 Normalmente c’è la rinuncia di chi si propone come compagno o compagna. I più “arditi” persistono poiché c’è all’angolo oscuro della mente di sentirsi “sfigati”… ma è una scelta che non serve a molto se non a dire sempre di “sì” ai capricci, aspettative praticamente impossibili… e la storia prima o poi finisce, sempre che non ci si avvii su di una strada drammatica.

 Certo vi possono essere eccezioni, ma sono rare.

 Il fatto fondamentale è che il passato lo si deve dimenticare quando si sceglie un nuovo partner ed ci si deve avviare su di una strada nuova. E’ come si suol fare nelle arti marziali quando magari una cintura nera si appresta ad una nuova disciplina anche similare e si indossa nuovamente la cintura bianca da neofita.

 L’esperienza passata rimane ed è un vantaggio esperienziale che abbrevia i tempi nell’imparare le nuove tecniche, ma va messo un momentino da parte, per liberare il campo alla nuova esperienza.

 Così è con un nuovo partner per una nuova esperienza di vita, anche di giochi divertenti o semplicemente che piacciono. Si formano nuove energie, nuove combinazioni di energie, di pratiche che possono piacere di più o di meno o non piacere: ma si costruisce qualcosa di nuovo. Se si ha già fato esperienze si sarà più duttili, ma per essere duttili occorre volerlo.

Se si fa questo passaggio allora il successo è certo.

 Su questi temi forse non basta un libro.

Quindi scegliere è un atto da “guerrieri” ma se la scelta è giusta allora vale la pena smussare gli “angoli” difettosi che sorgono nei rapporti, imparare dall'altro sempre, con umiltà senza cadere nella stupidità.

 

robertfox 25.07.2018 0 146
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