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Dolore

Il dolore, il primo dolore ha una valenza intimistica, non deve assolutamente avere una valenza fisica.

Occorre tempo, traslare un atto fisico in un atto mentale.

La nudità, l’accettare una situazione, voler sentire materializzarsi un’esperienza deve essere un qualcosa di degustativo; il calice ed decanter, stesse anime di un medesimo gioco di sentimenti.

Occorre che la mano non si faccia prendere da una frenesia, occorre che la mano sia conscia che sussiste per la volontà di chiede quel dolore, stesso potere e stessa sfaccettatura.

Chiedo io stesso il tempo, amo i giochi di parole, sottili sottointesi, piani diversi di lettura portati in un odierno contesto , dove l’unico teatro e un IO scevro tuttavia dal un Super Io Sociale di Freudiana memoria.

Il primo dolore rompe lo schema della normalità, apre la schematicità di una porta diversa, prodotto nascosto della stessa normalità.

Spesso mi chiedo come l’animo umano riesca a trasformare questo dolore in piacere , eros, desiderio, magia.

Nel primo dolore, il primo lamento è l’inizio di una sgretolarsi delle barriere che ancora sussistono con la donna davanti a me; prendiamo confidenza , la forma del parlare sottile , del movimento che ci aveva accompagnati fino a qui adesso cede. Conoscenza e catarsi.

oltrelasiepe 12 giorni fa 1 54
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Animo di Padrone. (9 post)