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Racconti BDSM ed erotici

Marika sin dal mattino si stava chiedendo perché erano venuti alle Maldive…Il caldo senza vento che da due giorni imperversava, unito ai moscerini a frotte, stava rendendo quella vacanza persino una fatica. Osservava suo marito, di quasi quindici anni più vecchio di lei, che pagaiava felice sul suo kajak marino, filmandosi con la go-pro sistemata sulla punta della barchetta. Pensava con paura a quando, la sera a cena, le avrebbe chiesto di rivedere quei filmati inutili e tutti uguali. Lui, la sua barchetta gialla e il mare. Da anni l’attrazione che aveva provato per quell’uomo, che tanto l’aveva affascinata da giovane, era scemata. Se era attenuata con i capelli che quell’uomo affascinante aveva perso e con la vista della sua pancetta. Si erano così dedicati a una serie di giochi e giochetti erotici che, data la tendenza al comando di Marika e ai sensi di colpa del marito che non riusciva più a soddisfare i suoi appetiti, erano divenuti sempre più spinti. I loro corpi non si toccavano più. Lei si era trasformata pian piano in una mistress che lo dominava, lo torturava delicatamente, lo eccitava con intimo sempre più lussuoso e originale, le scarpe ricercate e raffinate. Poi una sera qualcosa si era rotto. Lui sembrava non divertirsi più. Pareva aver perso l’interesse. A cena gli sguardi erano rimasti bassi, le parole erano finite. Avevano deciso così di concedere una pausa ai loro appetititi, di provare a ricominciare da capo; un reset insomma. 

Marika restò più di un’ora a fissare il mare. Infine, stizzita dal fastidio e dal caldo, decise di prendere un drink al bar della spiaggia. Si sollevò in topless destando l’attenzione di tutti gli uomini che la circondavano con il suo corpo prorompente e perfetto. Capelli neri lisci, pelle abbronzata, labbra carnose. Ciò che più attraeva l’attenzione era il suo seno naturale e perfetto, unito a un sedere tornito e solido, appena attraversato da un intimo da urlo. Molti uomini la seguirono con lo sguardo, nonostante le occhiate di disapprovazione delle loro compagne. Al bar uno degli animatori era intento a sorseggiare un drink. Occhi azzurri, fisico da nuotatore, costume attillato che pareva nascondere un po’ alla vista ma nulla all’immaginazione. Si leccò istintivamente le labbra. Si voltò e vide che il marito era scomparso dietro al promontorio. Così si avvicinò al ragazzo fissandolo negli occhi, infilò le dita nel suo bicchiere e, dopo aver tolto un cubetto di ghiaccio, se lo passò prima sulle labbra e poi sul collo, mugolando di piacere e facendo colare l’acqua tra i due seni prorompenti. Il ragazzo non riuscì a fare nulla, se non a deglutire come il barista. Lo salutò con voce profonda e guardò altrove. Si diresse verso uno sdraio e si accomodò. Lo fissava negli occhi e sorrideva, sorseggiando il drink. Era già suo. Con lo sguardo gli fece cenno di aprire l’ombrellone e lui lo fece di getto, impacciato e obbediente. Era bello con quegli occhi cerei che la divoravano e adoravano. Marika gli disse: - Avvicinati, sei timido? Inginocchiati qui vicino!- E lui obbediente s’inginocchiò a fianco dello sdraio, appoggiandosi al tavolino. Lei guardava, sorrideva, non proferiva parola. Il maschio pendeva dalle sue labbra con lo sguardo sognante, attendendo ma non osando intervenire. Marika si volse verso di lui, ponendosi su di un fianco; prese ad accarezzarlo pian piano sulla testa, tenendo i suoi seni turgidi a poca distanza dal suo viso. Lo vide arrossire. Timido come piacevano a lei. Prese a parlargli con voce suadente, a fargli delle domande; a dare piccoli ordini a cui lui si prestava obbediente. A un tratto Andrew, vinse l’imbarazzo e allungò una mano verso la donna che con uno schiaffetto leggero la allontanò. – No caro il mio bambino. Non è ancora il momento. Sono io che decido se e quando potrai toccarmi sai? Lui abbassò gli occhi colpevoli e rispose:- Scusa. Non volevo…non sapevo…non ho mai visto una donna come te-. Lei lo accarezzò sul viso, dolcemente: - Non ti preoccupare. Ti perdono. Sei un bambino un po’ maleducato ma, se ascolti i miei consigli, se eseguirai i miei ordini, farò di te un uomo; un bell’uomo signorile ed educato. 

Continuò così per giorni, aspettando che il marito si allontanasse ed eccitando il ragazzo che più sentiva di averla e più perdeva il controllo della propria mente. L’ultimo giorno di vacanza Marika fissò un appuntamento in una camera affittata da lei all’uopo: -Questa sera, mentre mio marito dorme, ci troveremo in un luogo riservato e tu sarai definitivamente mio.  Durante la cena col marito, la donna era sorridente e allegra. Suscitò l’attenzione dell’uomo che mise un attimo da parte la go-pro e le prese la mano: - sono contento di vederti così felice e rilassata. Quando torneremo a casa vedrai, sarà tutto diverso. Torneremo come nei primi anni di matrimonio- Lei annuì sorridente e chiese volontariamente di visionare i filmati della telecamera; finse d’interessarsi. Con lo sguardo tuttavia teneva d’occhio il suo giovane amico, pregustando quella che sarebbe stata la serata. Quando una donna è in una stanza con un altro uomo e il suo amante, per l’altro uomo ha solo sguardi vuoti e parole senza significato. Alle 22 in punto Andrew finì di lavorare, si lavò per bene sotto la doccia e salì guardingo verso la camera indicata, pregustando una serata eccezionale. La porta era socchiusa e la luce sommessa. Entrò chiedendo permesso e giunse sin quasi a metà del locale quando la porta si richiuse violentemente e la luce si accese. Il ragazzo restò atterrito: in mezzo alla stanza, nudo, imbavagliato e attaccato al letto con un guinzaglio stava il marito di Marika. Sentì alle sue spalle la voce della ragazza: - Ciao! La tua padrona ti stava aspettando- Era bellissima. Un intreccio di cordicelle di canapa percorreva il suo corpo incrociandosi sui fianchi. Passava sotto il seno e attorno ad esso e scendeva tra le lunghe gambe incorniciando una vulva ampia e rossa di piacere. Indossava un paio di scarpe con il tacco a stiletto nere e teneva in mano la chiave della camera che gettò in un vaso dietro di lei. –Inginocchiati- Il ragazzo era talmente soggiogato da quella vista che dimenticò il marito. –Vediamo se sei pronto- Prendi in bocca il tacco delle mie scarpe e succhialo. Su da bravo- A quell’ordine Andrew si gettò in terra e prese a succhiare il tacco, osservando dal basso verso l’alto la vulva e i seni di Marika. Stava impazzendo. Marika tolse improvvisamente il tacco dalla sua bocca e si diresse sul letto camminandogli sopra. A un suo urlo di dolore rispose: -Zitto! Non vorrai mica che rovini le mie scarpe-. E il ragazzo così soggiogato da quella presenza, pensò che la risposta avesse un senso. 

La donna sfilò le scarpe, prese dalla borsa la telecamera del marito e un martello. Poi ordinò ad Andrew di romperla davanti al suo viso mentre lui guardava. La telecamera andò in mille pezzi con il ragazzo che iniziava a sentirsi eccitato da quel gioco. Marika a una lamentela del marito gli assestò un calcio in faccia con il piede nudo. Il naso prese a sanguinare. Poi afferrò il ragazzo, lo spinse sul letto e iniziò a sfilargli i vestiti. Lui eccitato e spaventato, non osava compiere alcun gesto. Dalle mutande che aveva delicatamente artigliato con le unghie schizzò fuori un membro rosso e di dimensioni importanti. Marika lo afferrò a trascinò il ragazzo che gemeva di fronte alla faccia del marito. –Succhialo adesso- L’uomo volse la faccia dall’altra parte. Marika prese una scarpa e gliela infilò nell’ano. Poi lo afferrò per i capelli e gli sbattè delicatamente la testa contro il letto –Succhia ti ho detto- Andrew era ormai ridotto a un manichino nelle mani della donna. Il marito di Marika iniziò a succhiare pian piano schifato. Poi parve quasi prenderci gusto. Un angolo della bocca si piegò lentamente atteggiandosi a un sorriso. Quando la ragazza fu soddisfatta spinse nuovamente Andrew sul letto e si mise a cavalcioni del ragazzo. Lui istintivamente iniziò a leccarle il clitoride. Sapeva fare molto bene con quella lingua il bambino pensò: sentiva la sua vulva divenire sempre più umida e calda. Poteva bastare; si alzò grondante di piacere e, dopo avergli infilato le unghie nel torace, lo consolò suadente – adesso che hai fatto il bravo bambino ti do quello che ti meriti e che vuoi tanto-. Infilò dentro di se quel lungo pene e iniziò a muovere il bacino. Continuò per quasi un’ora, trattenendo il suo orgasmo e quello del ragazzo sino a che non esplosero in un unico grido di piacere selvaggio. Infine si alzò, avvicinò il bacino alla faccia del marito e la usò per togliere lo sperma che le colava lungo le gambe.

- Filma questo adesso coglione” - e gli assetò uno schiaffò. 

Andrew, appena ripresosi, sopraffatto dall’imbarazzo, s’infilò i pantaloni e approfittò del fatto che Marika aveva rimesso la chiave nella porta. Scappò a gambe levate senza incrociare lo sguardo divertito della donna che stava liberando il marito. 

Passò la notte insonne pensando a quale sarebbero state le conseguenze di quella follia per il suo lavoro. Il marito avrebbe sporto denunzia e lo avrebbero licenziato in tronco. Sempre che il direttore poi non decidesse di denunziare a sua volta.

Il mattino dopo si vestì e quasi inconsapevolmente si diresse verso la reception; come per consegnarsi. Lì effettivamente lo attendeva una sorpresa: i due coniugi erano ripartiti e avevano lasciato per lui una busta con 500 dollari all’interno.

 

Andrea73 08.02.2018 0 99
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